Con l’approvazione del decreto Recovery in Consiglio dei ministri lo scorso 27 si evidenzia una nuova strategia di ripresa e rilancio per l’ecosistema turismo; il PNRR mette a disposizione 500 milioni di euro – di cui 100 milioni per il 2022, 180 per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e 40 milioni per il 2025.

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA?

  • imprese alberghiere;
  • strutture che svolgono attività agrituristica;
  • strutture ricettive all’aria aperta;
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici.

 

QUALI INTERVENTI SONO AMMISSIBILI?

1.incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;

2.eliminazione delle barriere architettoniche;

3.opere edilizie;

4.piscine termali, attrezzature e apparecchiature per le attività termali;

5.digitalizzazione

(impianti wi-fi, siti web ottimizzati per il sistema mobile, programmi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, pubblicità per promuovere servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme specializzate).

 

A QUANTO AMMONTA IL CONTRIBUTO?

E’ possibile ottenere il contributo a fondo perduto pari 50% delle spese ammissibili;

l’importo massimo di fondo perduto 40.000 euro, che può essere aumentato, anche cumulativamente:

– fino a ulteriori 30.000 euro, se l’intervento prevede spese per la digitalizzazione e l’innovazione per almeno il 15% dell’importo totale

– fino a ulteriori 20.000 euro, se il destinatario ha i requisiti per accedere ai benefici per l’imprenditoria femminile o quella giovanile

– fino a ulteriori 10.000 euro, per le imprese con sede operativa nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il suddetto incentivo (contributo a fondo perduto) e il credito d’imposta per le imprese turistiche sono cumulabili, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap, non porti al superamento del costo sostenuto per gli interventi agevolati.